venerdì 15 agosto 2014

Non buttiamoci giù (Nick Hornby) - Recensione


 "E così sono io: soffro di poca fantasia. Potrei fare quello che voglio, ogni giorno della mia vita, e a quanto pare quel che voglio è sclerare di zucca e litigare con tutti. Dirmi che potrei fare tutto quello che voglio è come levare il tappo dalla vasca da bagno e dopo dire all’acqua che può andare dove vuole. Voi provate, e vedrete che succede."
 
Recensione senza spoiler:


Titolo: Non buttiamoci giù (A Long Way Down)
Autore: Nick Hornby
Anno di pubblicazione: 2005
Genere: Romanzo drammatico/psicologico
Pagine:350
Voto:https://31.media.tumblr.com/77bec4ef3df4b92d58a54e4e5b94306c/tumblr_n96vmrO0UJ1t6dnh5o5_250.jpg

Trama:
Martin, Maureen, Jess e JJ non potrebbero essere più diversi: Martin è un ex-conduttore famoso, caduto in disgrazia dopo uno scandalo e un periodo in prigione, Maureen è una matura mamma single che dedica tutto il suo tempo alla cura del figlio disabile, Jess è una ragazzina viziata che però nasconde una grande sofferenza e JJ è un giovane americano che ha visto sfumare tutti i suoi sogni di fama e felicità.
Si trovano loro malgrado a conoscersi quando si incontrano la notte di San Silvestro sulla cima della "Casa dei sucidi" in procinto di mettere fine alla loro vita.
Data la stranezza della situazione, i quattro decidono di rimandare e tra loro comincia una sorta di "amicizia" fatta di condivisione del dolore e aiuti maldestri.

Commento:
La storia è molto originale e ci permette di empatizzare con i personaggi, grazie anche al cambio di stile nei vari capitoli che si adatta al punto di vista della storia: quando la storia è narrata dal punto di vista di Jess, viene usato un linguaggio più crudo e scurrile, con JJ, invece, c'è lo slang americano che tradisce le sue origini, e così via.

Devo ammettere che trovo il modo di scrivere di Hornby un po' confusionario, cosa che avevo già riscontrato in altri suoi libri, anche se non so quanto dipenda da lui e quanto dalla traduzione italiana.
Insomma, non è una lettura semplice e l'argomento contribuisce ad un'atmosfera un po' cupa; inoltre date le premesse iniziali, mi aspettavo dei personaggi ben caratterizzati invece risultano piuttosto stereotipati, quasi incompleti, e sembra mancare un'analisi profonda che ci mostri davvero il loro spessore.


Sconsiglio la visione dell'orribile film che ne è stato tratto, che banalizza la storia rendendola una commediola romantica.











"Non avevo voglia di suicidarmi perché odiavo la vita, ma perché l’amavo. E il nocciolo della questione, per me, è che questo è il sentimento di un sacco di gente che pensa a uccidersi: credo che anche Maureen e Jess e Martin si sentano così. Loro amano la vita, ma gli è andato tutto a culo completo, ed è per quello che li ho incontrati, ed è per quello che non ci siamo ancora divisi. […] Quindi non è tanto un gesto di nichilismo, quanto di disperazione. E' eutanasia, non omicidio."


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