Doveva succedere prima o poi. Dopo un'ottima stagione in cui ogni episodio è stato avvincente e ben costruito, l'ottavo si è rivelato decisamente sotto tono, per la decisione di portare off-screen episodi importanti, ma soprattutto per alcune scelte piuttosto banali e scontate.
Sì, sto parlando della storyline di Arya.
Sono così delusa, che non trovo neanche le parole.
Non
fraintendetemi, questo è proprio quello che aspettavo: Arya è partita
per Braavos perché non aveva più famiglia ed era pronta ad abbandonare
perfino la sua identità, l'unica cosa che la legava ancora al suo passato.
Invece paradossalmente questa esperienza le è servita per ritrovare la vera se stessa, portandola a pronunciare orgogliosamente "Sono Arya Stark e sto tornando
a casa." E con alle spalle di un allenamento di tutto rispetto, completo di combattimenti al buio e la capacità di prendere l'identità di
altri, che di certo non fa mai male e le sarà molto utile in futuro.
Fantastico.
Il problema è il modo in cui si è arrivati a tutto questo. Sarà che ormai mi ero costruita tutti questi castelli in Arya,
che avremmo visto scambi d'indentità pazzeschi e sotterfugi complicati, e invece Arya si era fatta
cogliere assolutamente impreparata dall'Orfana, facendosi mezza
sbudellare, ma riuscendo comunque ad avere la meglio su di lei.
Capisco che ci fosse della logica nelle
tracce insanguinate e nella grotta buia, ma tutto si è concluso in modo piuttosto
telefonato e prevedibile fin da quando ha messo piede in quel posto.
Mi sono sfogata, andiamo a rivedere cosa è successo in questo episodio.